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Cantando nel sonno: COME FANNO GLI UCCELLI, sin dalla più tenera età, ad apprendere i canti, spesso complicati che sentono eseguire dai compagni di specie? Questo è un tema che da sempre affascina e incuriosisce zoologi e naturalisti e sul quale vengono compiute numerose ricerche. Oggi uno studio pubblicato sulla rivista Science, aiuta a chiarire elementi importanti di questo processo di apprendimento. Daniel Margoliash e Amish Dave, della University of Chicago, hanno infatti registrato il tipo di stimolazione neuronale dei giovani della specie Taeniopygia guttata castanotis, il Diamante mandarino, impegnati nel canto, e hanno potuto verificare che le sequenze di "accensione" dei neuroni vengono ripetute – con minime variazioni – durante la fase di sonno.
«I giovani sembrano immagazzinare il
pattern di produzione sonora durante il giorno, per poi rileggerlo
di notte, ripetendo il canto, e forse improvvisando variazioni sul
tema», spiega Margoliash e aggiunge: «La mia sensazione, da questa e
altre ricerche, è che stiamo approfondendo un meccanismo assai
diffuso nel regno animale».
Nondimeno la ricerca aiuta a chiarire il ruolo del sonno nei processi di apprendimento. In particolare è interessante capire come l'uccello identifichi la sequenza di stimolazione neuronale che produce il suono voluto, dal momento che c'è un gap temporale tra il momento in cui il neurone si "accende" e quello in cui l'uccello emette e quindi ascolta il suono correlato. «Sembra che immagazzinando il pattern di produzione canora e rileggendolo di notte l'uccello ottenga una soluzione "offline" al problema temporale», chiarisce Margoliash, «questo significa che la Taeniopygia guttata castanotis può riprodurre e rafforzare l’apprendimento durante il sonno». Di Federico tratto da Sara Capogrossi Colognesi
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